Le asimmetrie informative esistenti tra banca e impresa – Prima parte

Con il presente contributo vogliamo analizzare gli aspetti di maggior criticità nel rapporto banca — impresa: le asimmetrie informative. Chiariremo i concetti che stanno alla base del rapporto fra imprese e mondo del credito ed illustreremo come una cultura finanziaria adeguata possa non solo favorire le relazioni con il mondo del credito, ma anche un sano sviluppo aziendale.

Spiegheremo infine come un corretto e consapevole approccio con il sistema creditizio possa aiutare le PMI a costruire una corretta politica finanziaria di breve e medio periodo, il tutto attraverso semplici gesti di immediata realizzazione.

Premessa
Per svolgere al meglio il tema non si può prescindere dal definire chi è la banca; la banca presa privata, un ente a scopo di lucro, che fornisce
alla clientela mezzi di pagamento e di intermediazione tra offerta e domanda di capitali, i primi provenienti per lo più dalle famiglie, i secondi demandati soprattutto dalle imprese. Il concetto, di per sé banale, è fondamentale per avere un corretto approccio con quanto andremo di seguito a dire.

Altro aspetto che risulta fondamentale è l’obbligo, da parte delle imprese, di giocare la partita con il sistema finanziario il più possibile ad armi pari: rapporto di assoluta sudditanza dell’imprenditore e dell’impresa nei confronti del sistema creditizio, la presenza di luoghi comuni riflesso certamente di un pessimismo di fondo e di alcuni preconcetti, devono essere tutti messi da parte e sostituiti con un approccio propositivo che abbia come obiettivo una maggiore comprensione del modus operandi delle varie banche e delle regole alla base delle loro
decisioni di affidamento.

In un’espressione: le imprese devono imparare il linguaggio delle banche favorendo quindi una comunicazione più efficiente ed efficace con le stesse.

Quali sono gli elementi di valutazione del rischio di credito?
La presentazione di una pratica di affidamento dovrebbe sempre avvenire a seguito di un’autoanalisi della propria situazione; gli imprenditori, 0 i loro professionisti di riferimento, danno per scontato che il referente bancario conosca l’azienda, il business, le finalità di accesso al debito e la capacità della richiedente di far fronte all’impegno finanziario richiesto.

Una particolare attenzione va riservata al settore d’appartenenza in cui opera l’azienda; devono essere prese in considerazione le caratteristiche strutturali ed evolutive dello stesso commisurandole all’attività svolta dalla richiedente in termini di qualità dei prodotti e delle fasi del processo produttivo interno.

Risulta vincolante presentare la storicità dell’azienda e l’esperienza Imprenditoriale che costituiscono “le fondamenta” su cui costruire i nuovi rapporti e che sono la discriminante della capacità dell’azienda di far fronte alle problematiche quotidiane e alle ciclicità macroeconomiche e settoriali.

Vanno analizzati i punti di forza e di debolezza estrapolandoli dall’analisi storica del comportamento aziendale nelle diverse aree di attività e alla luce dei diversi contesti di mercato in cui opera.

L’indagine conoscitiva di tali elementi riguarda i successi e gli insuccessi registrati e le motivazioni sottostanti.

Per iniziare un’analisi critica della propria situazione aziendale l’imprenditore può attingere alle informazioni desunte dalle più autorevoli banche dati, spesso interrogate dalle stesse controparti bancarie. Cerved, Lince, Infocamere, Fox & Partner, Cribis, Experian e D&B sono solo alcune delle società che forniscono prodotti confacenti a tale scopo.

Il tutto si rende necessario in quanto l’ambito d’analisi bancaria è focalizzato sulla capacità dell’imprenditore e dei manager di gestire
l’azienda adottando le migliori scelte coerentemente con il mercato e il settore di riferimento.

Oltre ai dati di cui sopra, rientranti nella categoria delle informazioni qualitative, un istituto di credito vaglia altri tre elementi riassumibili nello schema riportato nella tabella 1.

Tabella

La ponderazione degli stessi varia da istituto ad istituto ma possiamo considerare come elemento discriminante la Centrale Rischi nel caso in
cui l’azienda appartenga al segmento retail ed il bilancio in ipotesi di appartenenza al segmento corporate. Non ci dilungheremo sul tema della centrale rischi rimandando a quanto scritto nei precedenti numeri di AZ FRANCHISING ma ci concentreremo sull’analisi dei bilanci e nel prossimo numero sulla valutazione delle garanzie per poi trarre delle conclusioni.

Il Bilancio
Considerato lo standing tecnico dei lettori soprassederemo sugli aspetti quantitativi di tale documento concentrando l’attenzione sugli elementi analizzati dagli istituti di credito:

La patrimonializzazione.
Quasi la totali delle aziende italiane pecca di sottocapitalizzazione. Il patrimonio netto non solo non è in grado di coprire le immobilizzazioni (margine di struttura negativo) ma è percentualmente irrisorio rispetto all’indebitamento e al fatturato. In ottica di sensibilizzazione delle
pmi italiane su tale tema molte banche hanno creato prodotti finanziari volti ad incentivare la ricapitalizzazione.

La duration finanziaria.
Si denota che, nella maggior parte dei casi, la struttura dell’indebitamento è caratterizzata da finanziamenti a breve; anche le immobilizzazioni, che per loro stessa natura sono a lungo termini sono coperte da strumenti non adeguati. Lo stesso dicasi per i finanziamenti soci che soventemente risultano come “esigibili entro l’esercizio successivo”.

Il Margine di tesoreria.
Direttamente correlato al precedente e dato sintomatico dell’efficienza finanziaria dell’azienda. È la differenza tra Liquidità più Crediti a BT e Debiti Finanziari più Debiti a BT.

L’Incidenza del debito sul fatturato.
Tale indicatore anche se non considerato tra i principali in termini di analisi è operativamente una delle discriminanti per l’accesso a nuove
lince di finanziamento da parte degli istituti di credito. Nella maggior parte dei casi supera il livello del 100% quando la società esaminata ha tra le immobilizzazioni asset immobiliari o macchinari particolarmente onerosi.

In tali ipotesi si suggerisce di integrare la presentazione aziendale con la descrizione e la valorizzazione di mercato dei suddetti beni.
*** IN EVIDENZA

Un corretto e consapevole approccio con il sistema creditizio può aiutare le PMI

La presentazione di una pratica di affidamento dovrebbe sempre avvenire a seguito di un’autoanalisi della propria situazione.
Nel dettaglio:

settore d’appartenenza in cui opera l’azienda;
storicità dell’azienda e l’esperienza imprenditoriale;
punti di forza e debolezza

di Roberto Colavecchio – Ratinglab – Riproduzione vietata

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Pur mantenendo un approccio consulenziale ritagliato sulle specifiche esigenze del cliente l’idea ispiratrice alla base del nostro progetto è quella di rendere disponibile ad un vasto pubblico di professionisti e imprenditori un servizio ad alto valore aggiunto capace di soddisfare tutte le esigenze finanziarie della piccola e media impresa.

Oltre a presidiare il canale on-line l’azienda si avvale di una propria rete di consulenti a supporto di professionisti e imprenditori e della collaborazione con enti pubblici e istituzioni private dedicate alle aziende.

Un particolare focus viene rivolto alle tematiche Basilea III, IFRS9 e Centrale Rischi Banca d’Italia, oggi alla base delle valutazioni che l’imprenditore e gli interlocutori esterni devono fare di un’azienda.

Inoltre il background professionale dei nostri componenti e la collaborazione con alcune strutture esterne specializzate consentono l’offerta di un servizio a 360 gradi in grado di soddisfare le esigenze aziendali che si possono delineare nel breve, medio e lungo periodo.