Le asimmetrie informative esistenti tra banca e impresa – Seconda parte

Nel numero precedente abbiamo chiarito i concetti che stanno alla base del rapporto fra imprese e mondo del credito soffermandoci su come una cultura finanziaria adeguata possa non solo favorire le relazioni con il mondo del credito, ma anche un sano sviluppo aziendale. Un corretto e consapevole approccio con il sistema creditizio può aiutare le PMI a costruire una corretta politica finanziaria di breve e medio periodo, il tutto attraverso semplici gesti di immediata realizzazione.

Abbiamo parlato degli elementi di valutazione del rischio di credito e del bilancio. Ripartiamo dalle garanzie.

Tabella

LE GARANZIE
Sono considerate come Strumenti di Mitigazione del Rischio sia dal punto di vista:

REGOLAMENTARE: in quanto consentono alle banche di ridurre l’accantonamento di capitale;

EFFETTIVO: pur non diminuendo il rischio effettivo lo stesso viene frazionato su più soggetti o su diversi beni diminuendo così la perdita attesa a fronte di un’effettiva insolvenza.

Per quanto attiene le tipologie se ne identificano tre: le garanzie reali o finanziarie, quelle personali ed i derivati finanziari.

Appartengono alla prima categoria:
1) depositi in contante.
2) oro.
3) titoli di debito con rating assegnato da 3° agenzie (S&P, Moody’s) emessi da:
– enti sovrani;
– altre entità (banche, sim);
– di terze entità ma di rating alto.
4) titoli di debito con rating non assegnato da 3° agenzie contraddistinti da tutte queste caratteristiche:
– emessi da banche;
– quotati su listini ufficiali;
– di primo grado.
5) strumenti di capitale (comprese le obbligazioni convertibili) quotate.
6) quote di fondi comuni, sicav, sim la cui rilevazione avvenga giornalmente e che siano compatibili con gli strumenti di cui sopra.
7) azioni quotate.
8) crediti ipotecari con sottostante immobili commerciali.
9) crediti ipotecari con sottostante residenziali.

Un’analisi più approfondita meritano le garanzie personali. I requisiti tecnici di tale categoria sono: l’escutibilità diretta, l’obbligo diretto del garante, la copertura esplicita, irrevocabile ed incondizionata, su di esse deve essere applicabile il “principio del valore di mercato” (la copertura deve essere correlata al valore dell’esposizione) ed infine devono avere un valore legale.

Va però sottolineato che secondo i dettami di Basilea II e III i soggetti garanti identificati come bancabili sono solo:
stati, enti pubblici, banche ed imprese con rating pari ad almeno A-.

Infatti, la fideiussione personale richiesta ai soci persone fisiche del soggetto garantito o a persone coinvolte nell’attività dello stesso ha ponderazione 100 pari ad un valore zero in termini di calmierazione del rischio bancario.

A questo punto molti di voi si chiederanno come mai le banche richiedano sempre la fideiussione personale dei soci; i motivi sono i più disparati e sono legati alla storicità aziendale, a quella del rapporto con la controparte, spesso alla sottocapitalizzazione e al coefficiente di indebitamento della richiedente ma a nostro personalissimo avviso quello principe è legato al recepimento di un impegno morale; spieghiamo meglio il concetto:

due soggetti privati colleghi ed assunti nello stesso periodo e con il medesimo stipendio si rivolgono ad un istituto per ottenere un mutuo per acquistare un immobile.

Il primo richiede un finanziamento da € 100.000,00 su immobile che paga € 100.000,00, anche il secondo richiede un mutuo da € 100.000,00 ma su una casa che paga € 300.000,00 e per cui attinge ai propri risparmi per € 200.000,00.

A livello di puro rischio per l’ente finanziatore le due persone dell’esempio sono esattamente uguali, hanno anche esattamente la stessa capacità di rimborso ma, nell’eventualità in cui entrambe perdessero il lavoro, quale a vostro avviso si sacrificherebbe per ottemperare propri
impegni? Il primo che non rischia niente oppure il secondo che ha dato fondo alle proprie risorse?

Infine, i derivati finanziari sono strumenti di mera copertura del rischio. Tra questi i più comuni sono i cap che limitano i rialzi dei tassi per
i finanziamenti su base variabili e gli irs per i finanziamenti in valuta.

Prima di concludere vi vorremmo presentare due strumenti negoziali molto importanti in tema di garanzie: i consorzi fidi ed il fondo di garanzia.

I Consorzi Fidi
Secondo la definizione di Banca d’Italia “sono organismi, aventi struttura cooperativa o consortile, che esercitano in forma mutualistica attività di garanzia collettiva dei finanziamenti in favore delle imprese socie o consorziate. In base all’art.13 della L. 24.11.2003, n. 326, possono assumere la qualifica di soggetti operanti nel settore finanziario, iscritti in un’apposita sezione dell’elenco regolato dall’art. 106 del Testo unico bancario o nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del medesimo Testo unico, ovvero di banche cooperative a responsabilità limitata.

I consorzi fidi nascono come espressione delle associazionidi categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura, basandosi su principi di mutualità e solidarietà.

I primi consorzi fidi, o cooperative di garanzia, vengono costituiti già nel 1956 per facilitare l’accesso al credito alle piccole imprese. Attualmente Banca d’Italia registra nell’elenco degli Intermediari Finanziari 629 aziende che svolgono l’attività di Garanzia collettiva dei Fidi.

I consorzi fidi oggi svolgono un ruolo cruciale all’interno del sistema bancario facilitando, per le aziende garantite, l’accesso al credito a condizioni economiche migliori e, per gli istituti di credito, permettendo un minor assorbimento del patrimonio di vigilanza.

Il Fondo di Garanzia
Fondo – istituito, in base all’art. 2, comma 100, lettera a), della legge n. 662 del 1996, dal Ministero delle Attività Produttive (ora delle Sviluppo economico), è alimentato con risorse pubbliche – garantisce o contro-garantisce operazioni, aventi natura di finanziamento ovvero partecipativa, a favore di piccole e medie imprese.

Gli interventi del Fondo consistono essenzialmente in “garanzie dirette” a fronte di esposizioni di banche e di intermediari finanziari iscritti
nell’elenco speciale di cui all’ art. 107 del TUB e in “contro-garanzie” a fronte delle garanzie rilasciate da confidi.

L’accesso al fondo è gratuito o meglio il costo è assorbito dall’istituto di credito garantito.

Conclusioni
A completamento e di quanto sin ora enunciato è volontà degli scriventi fornirvi degli spunti operativi per meglio interfacciarvi con il sistema
creditizio:

Partite dai dati oggettivi interrogando le principali banche dati circa la vostra azienda.
Richiedete loro la reportistica più completa, non è raro infatti che possiate venire a conoscenza di cose che non sapevate o non ricordavate. Analizzate anche il vostro settore di appartenenza ed il numero di richieste sulla vostra posizione effettuata da banche e finanziarie.
Richiedete e controllate la vostra Centrale Rischi verificando la correttezza dei dati riportati e nell’eventualità provvedete alla rettifica delle errate segnalazioni fornendo comunicazione delle stesse alle altre banche affidanti. In ipotesi di negatività datene spiegazioni a tutti gli istituti.
Rianalizzate i vostri bilanci valutandoli come veicolo negoziale con gli istituti di credito. Predisponete e fornite alle controparti bancarie una reportistica esplicativa della reale situazione reddituale, finanziaria e patrimoniale dell’azienda.
Assunti i dati presentati nei tre punti precedenti tentate in modo critico di autovalutarvi.
Attraverso tale procedura potrete rendervi conto della vostra reale capacità negoziale e sarete in grado di gestir al meglio il vostro rating. Infine, sarete in grado di predisporre al meglio la reportistica integrativa cui al precedente punto.
Ciclicamente ed ogni caso al verificarsi di eventi significativi per l’azienda mettete a parte il sistema creditizio della vostra situazione e dei piani di sviluppo.
Controllate con cadenza almeno trimestrale la vostra centrale rischi, il rating attribuitovi dalle banche, l’esistenza e la relativa scadenza delle eventuali linee temporanee, le eventuali rate/canoni che risultassero scaduti e impagati (nel caso ve ne fossero chiederne il dettaglio: la data di scadenza e l’importo) e le condizioni economiche applicate per ogni singola linea.
In ipotesi di richiesta di nuovi finanziamenti valutate la vostra effettiva capacità di rimborso. La marginalità è sufficiente a garantire il rimborso dei debiti?
Qualora fosse necessario aprire nuovi rapporti bancari ponderate la scelta della controparte e predisponete una presentazione aziendale contenente la storia dell’attività, il curriculum vitae dei soci dell’imprenditore e del management ed un business plan sia discorsivo che numerico sui futuri e futuribili piani di sviluppo.
Vagliate a sussistenza delle garanzie a supporto dell’indebitamento bancario e ponderate se sia necessario o comunque vantaggioso integrarle con ulteriori strumenti quali i consorzi fidi o il fondo di garanzia.
Ultimo, ma sicuramente non per importanza, valutate la patrimonialità dell’azienda ponderandola con l’indebitamento, con il totale del passivo e confrontandola con le immobilizzazioni per capirne il reale grado di copertura, tenendo presente che il patrimonio netto ha una forte valenza sul Capitale Circolante Netto. Rammentate sempre che questo dato rappresenta il “Biglietto da Visita” dell’azienda.
di Roberto Colavecchio

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Ratinglab nasce dall’esperienza maturata nell’arco di un decennio da parte di un pool di professionisti nella consulenza aziendale e manager appartenenti al mondo bancario.

Pur mantenendo un approccio consulenziale ritagliato sulle specifiche esigenze del cliente l’idea ispiratrice alla base del nostro progetto è quella di rendere disponibile ad un vasto pubblico di professionisti e imprenditori un servizio ad alto valore aggiunto capace di soddisfare tutte le esigenze finanziarie della piccola e media impresa.

Oltre a presidiare il canale on-line l’azienda si avvale di una propria rete di consulenti a supporto di professionisti e imprenditori e della collaborazione con enti pubblici e istituzioni private dedicate alle aziende.

Un particolare focus viene rivolto alle tematiche Basilea III, IFRS9 e Centrale Rischi Banca d’Italia, oggi alla base delle valutazioni che l’imprenditore e gli interlocutori esterni devono fare di un’azienda.

Inoltre il background professionale dei nostri componenti e la collaborazione con alcune strutture esterne specializzate consentono l’offerta di un servizio a 360 gradi in grado di soddisfare le esigenze aziendali che si possono delineare nel breve, medio e lungo periodo.